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Monday, 10 December 2018

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Articolo 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Il contenuto normativo dell’art. 6 Cost., che sancisce la tutela delle minoranze linguistiche da parte della Repubblica, costituisce la principale espressione del diverso indirizzo politico adottato in relazione alle minoranze dopo la caduta del regime fascista ponendo, cioè, le basi di uno Stato.

Immagine correlataMinoranze linguistiche in italia 

La Costituzione, nel rispetto dei principi e dei valori di libertà ed uguaglianza, detta un’apposita norma che ribadisce il precetto contenuto al 1° comma dell’art. 3 nella parte in cui vieta ogni discriminazione in base alla lingua. In tal modo il Costituente si dissocia dalla precedente esperienza dittatoriale impegnandosi per la tutela delle minoranze alloglotte.

 


 
Articolo 37

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

-La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

-La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

 L`articolo 37 della Costituzione italiana si apre con queste parole: "La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore"

Risultati immagini per donna lavoratrice stessi diritti degli uomini

Il soggetto, la figura di riferimento, su cui viene misurato lo svantaggio da colmare, affinché non vi siano discriminazioni, è il lavoratore. Qui non c’è l’equivoco del neutro: parlando di lavoratrice e lavoratore è chiaro che si tratta di due sessi, ma già nel modo con cui sono nominati c’è qualcosa di più della semplice connotazione sessuale. Da una parte c’è la donna lavoratrice, dall’altra, semplicemente, il lavoratore.



Articolo 48

 

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Il primo comma della norma sancisce un principio fondamentale dell'ordinamento, quello del suffragio universale. Esso rappresenta una conquista recente, atteso che sino al 1946 il diritto di voto era escluso per le donne.

Risultati immagini per le donne votano per la prima volta in italia


Articolo 51

 

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

 Immagine correlata

La disposizione si riferisce sia agli uffici pubblici, ai quali si accede, di regola, per concorso sia alle cariche elettive. L'eguaglianza in esame indica non solo le medesime possibilità di accesso ma anche lo stesso trattamento (mansioni, retribuzione, trattamento previdenziale ecc.). Uno dei problemi che si pongono in relazione all'eguaglianza in tali ambiti è quello delle discriminazioni tra uomo e donna. Il legislatore ordinario, sulla scorta del dettato costituzionale, ha introdotto varie leggi per eliminare il problema: legge 9 febbraio 1963, n. 66; legge 9 dicembre 1977, n. 903; più recentemente, d.lgs. 11 aprile 2006, n. 196 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna).


Articolo 117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato  e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni.

La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive [3].

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

 Risultati immagini per parità culturale e sociale uomo e donna                     Risultati immagini per parità culturale e sociale uomo e donna                Risultati immagini per parità culturale e sociale uomo e donna

Con questo comma il legislatore della riforma ha inteso ribadire come nonostante l'autonomia di cui godono le Regioni nelle materie di propria competenza o concorrenti deve essere garantito il rispetto dei principi in esame, la cui formulazione ricalca (anche letteralmente) quelle degli articoli 3 e 51 della Costituzione.

Angela Bassani

Mi rappresenta l'Art. 32 Cost.

Matteo Bettoni

Mi rappresenta l'Art. 13 Cost.

Daniele Bortolas

Mi rappresenta l'Art. 18 Cost.

Filippo Bortolas

Mi rappresenta l'Art. 19 Cost.

Iside Da Val

Mi rappresenta l'Art. 9 Cost.

Anna De Paoli

Mi rappresenta l'Art. 4 Cost.

Nicholas Forlin

Mi rappresenta l'Art. 2 Cost.

Luca D'Alberto

Mi rappresenta l'Art. 32 Cost.

Josh Franceschinel

Mi rappresenta l'Art. 12 Cost.

Davide Marcon

Mi rappresenta l'Art. 101 Cost.

Alessia Pagotto

Mi rappresenta l'Art. 15 Cost.

Matteo Titton

Mi rappresenta l'Art. 21 Cost.

Zou Yiwei

Mi rappresenta l'Art. 17 Cost.

Prof.ssa Simonetta Turrin

La legge è uguale per tutti