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Monday, 10 December 2018

Welfare State

Che cos’è il welfare state

Si parla di welfare state quando lo Stato si assume la responsabilità della soddisfazione dei bisogni fondamentali dei cittadini, configurando quindi un insieme di diritti sociali.

Si tratta di prestazioni che riducono la discrezionalità e tendenzialmente universalistiche.

 

Definizione di Briggs: 

Modificare le forze di mercato in tre direzioni:

•Reddito minimo indipendentemente dal valore di mercato del loro lavoro

•Ridurre l’insicurezza

•Garantire servizi a tutti indipendentemente dalla classe o status Secondo Titmussil welfare state deve assumere un carattere tendenzialmente universalistico.

Secondo una definizione ristretta, il welfare state riguarda un insieme specifico di politiche sociali: sostegno del reddito, servizi sociali, politiche per la casa, servizi sanitari.

Il problema (per la ricerca) è che spesso queste politiche, soprattutto nel caso di servizi, sono regolate a livello locale. Particolarmente evidente nel caso italiano legge 328/00 e riforma Titolo V della Costituzione 2001.

In Europa il ws è sviluppato innanzitutto come protezione dei lavoratori. In altre parti del mondo (Sud America, India, Africa) si sta sviluppando dalle politiche di contrasto della povertà.

 

 

Modelli di WS e di cittadinanza

Bismarck  →  assicurazione, mantenimento del reddito, redistribuzione life-cycle

Beveridge → cittadinanza, contrasto della povertà, redistribuzione verticale

 

 

 

Modello bismarckiano

Modello beveridgiano

Obiettivo

Mantenimento del reddito

Prevenzione/contrasto povertà

Benefici

Collegati al reddito

Flat-rate (a somma fissa)

Eleggibilità

Posizione contributiva

Residenza o bisogno

Coperture

Occupati

Universale

Finanziamento

Contributi

Fiscalità generale

 

Previdenza e sanità si sono ibridati nel tempo.

     

 

 

Modelli di ws e di cittadinanza

Esping-Andersen:

 -demercificazione(tramite politiche pubbliche)

-benessere come combinazione di Stato, mercato, famiglia (e terzo settore)

Tre modelli:

1)Liberale

2)Universalistico

3)Continentale-conservatore

Critiche: assenza demercificazionee genere; assenza bisogni di cura (tipo famiglia sottintesa); modello mediterraneo

Modelli di welfare diversi definiscono modelli di cittadinanza diversi, in particolare rapporti di genere e tra generazioni, modelli di famiglia.

Familiasmovs. defamilizzazione: quanto conta la solidarietà famigliare per l’accesso al benessere (in senso ampio)?

È fondamentale capire come è regolato l’accesso al welfare e quali assetti sociali sono impliciti.

La struttura del regime di welfare, insieme al sistema scolastico, ha anche un forte impatto sui modelli di sviluppo dei corsi di vita: definendo età e durate di vari passaggi, favorisce una standardizzazione dei corsi di vita.

Malgrado le differenze nazionali, con riferimento ai paesi appartenenti all’UE si parla spesso di ‘modello sociale europeo’:

 

Dilemmi del ws

Storicamente le politiche di welfare nascono per rispondere a problemi di povertà: per questo è ampiamente diffuso il criterio della selettività.

 

Si contrappone al principio dell’universalismo. 

 

          

 

Le politiche sociali possono erogare denaro (sussidi) o servizi.

La scelta tra le due modalità rivela diverse opzioni politiche e culturali:

  • il sussidiovalorizza la libertà di scelta, ma tende a familizzarela risposta al bisogno
  • il serviziovincola il beneficio ad uno specifico obiettivo, ma può ‘nascondere’ obiettivi di controllo o di normalizzazione.

Uno strumento che sta avendo un certo successo è il voucher, che ha una natura mista.

 

Le pensioni

Le pensioni garantiscono un reddito a chi per età non può più svolgere un lavoro.

Il concetto di vecchiaia (come quello di infanzia e giovinezza) è moderno.

Oggi la stessa percezione della vecchiaia, e quindi la funzione della pensione, è cambiata.

I problemi di equilibrio dei sistemi pensionistici derivano da:

1.Squilibri demografici

2.Dinamiche di crescita endogeni

Riforme sottrattive la pensione è strettamente collegata ai contributi versati e alla durata delle vita lavorativa.

 In altri paesi (USA, UK) eliminato obbligo di pensionamento

    

 

Politiche di contrasto della povertà

In molti paesi già dalla fine della IIGM reddito minimo per i poveri (universale o categoriale). In altri paesi dagli anni ’80, anche per impulso della Commissione Europea.

Differenze in merito a universalità, generosità, accessibilità, durata 

Solo Italia e Grecia rimangono senza una misura generale. In Italia solo anziani e persone con disabilità.

In Alaska il PermanentFund Dividend.

Dagli anni ‘90, si è diffuso l’approccio dell’attivazione (come nel caso delle politiche del lavoro): I poveri (abili) devono essere messi nelle condizioni di attivarsi, partecipando a iniziative di riqualificazione e accettando qualsiasi tipo di lavoro: Trappola della povertà

Vedi il caso delle madri sole → viene protetto il diritto a un reddito, e non a fornire cura.

Se fatte bene, le politiche di attivazione sono molto onerose:

1)Devono fornire supporti robusti e duraturi

2)Devono fornire servizi di supporto (orientamento, formazione, consulenza, accompagnamento) 3)Presenza di personale qualificato.

 

Salute, istruzione, abitazione

Le politiche per l’istruzione appartengono al campo del welfare in quanto:

1)Redistribuiscono risorse garantendo le opportunità di istruzione anche agli svantaggiati ->   demercificazione

2)Riducono (più o meno) le disuguaglianze ereditate ->  defamilizzazione

3)Redistribuiscono da chi non ha figli a chi ha figli

Tuttavia, come sappiamo, le origini sociali hanno un forte impatto sulle opportunità di istruzione: •nella scelta di proseguire gli studi

  • nel tipo di percorso scolastico

Inoltre, è molto rilevante anche il luogo di residenza e il tipo e la qualità dell’offerta scolastica disponibile.

Sono molto importanti i servizi educativi prescolastici.

 

Angela Bassani

Mi rappresenta l'Art. 32 Cost.

Matteo Bettoni

Mi rappresenta l'Art. 13 Cost.

Daniele Bortolas

Mi rappresenta l'Art. 18 Cost.

Filippo Bortolas

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Iside Da Val

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Anna De Paoli

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Nicholas Forlin

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Luca D'Alberto

Mi rappresenta l'Art. 32 Cost.

Josh Franceschinel

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Davide Marcon

Mi rappresenta l'Art. 101 Cost.

Alessia Pagotto

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Matteo Titton

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Zou Yiwei

Mi rappresenta l'Art. 17 Cost.

Prof.ssa Simonetta Turrin

La legge è uguale per tutti